Intervista sulla DAD Alla prof.ssa Roberta Cardinali

La pandemia e l’istruzione: intervista alla professoressa Roberta Cardinali, docente di matematica e fisica.

 

“Prima della pandemia aveva coinvolto molti dei suoi alunni nel progetto del TedED, che porta avanti ormai da diversi anni. Nel 2020 avrebbe dovuto organizzare il secondo evento TedX a Jesi, per il quale ha investito tempo ed energie. In che maniera ha influito la pandemia su questo progetto? Quali differenze ha portato e come cambierà il Ted dopo questo avvenimento? Crede che la partecipazione dei ragazzi sia mutata a seguito della quarantena?”

Prima della pandemia, il team del TED-Ed del Liceo Classico era arrivata a coinvolgere oltre cento ragazzi, provenienti non solo dal nostro Istituto, ma anche da tutte le altre scuole superiori di Jesi, con un corso avanzato di public speaking, che consisteva in una parte teorica e in una laboratoriale. Naturalmente, non potendo riunire così tante persone nella nostra scuola, il progetto è stato sospeso ed ora continuiamo a produrre video per Ted Educational, ma solo con i ragazzi della nostra scuola. Nel periodo della quarantena si è osservata la tendenza, da parte dei ragazzi che realizzavano i video, di parlare e quindi, di cercare di razionalizzare, in qualche modo ciò che stava loro capitando. Infatti i video prodotti sono tutti legati alla pandemia, trattando temi come la solitudine e l’immobilità.

 

“Se le è capitato, ci racconti un episodio divertente avvenuto in DAD, qualche figuraccia fatta dagli studenti.”

Gli episodi più divertenti sono legati ai tentativi, un po’ maldestri, da parte dei ragazzi di farsi suggerire durante le interrogazioni, con voci fuori campo di parenti ed amici.

 

“Come è stato intraprendere un nuovo percorso scolastico con classi nuove? Si è trovata lei stessa in difficoltà, o è riuscita ad adattarsi senza problemi?”

Ai ragazzi delle prime classi è stata preclusa, quasi del tutto, la possibilità di vivere la nuova esperienza di frequentare la scuola superiore e tutto ciò che essa comporta, essendo stati, la maggior parte dell’anno scolastico, a casa in Dad. Tuttavia, nonostante siano stanchi e tristi per il fatto di non poter socializzare con i compagni e gli insegnanti, nella mia classe gli alunni hanno comunque mostrato una forza d’animo e una serietà che ha permesso loro di procedere nel percorso formativo nonostante i disagi.

 

“Cosa ne ha pensato di questo ritorno a scuola in modalità 50%? Quali sono secondo lei i pro e i contro? Può essere considerata soddisfacente oppure avrebbe preferito continuare la scuola in altre modalità? Come pensa che questa divisione possa influire sull’unità, sulla collaborazione e sul sostegno nei rapporti tra gli studenti?”

Penso che questa modalità, già sperimentata, nonostante abbia lo svantaggio di frammentare ulteriormente il gruppo classe, abbia presentato il vantaggio di poter fare lezione in aule meno affollate e quindi più sicure.

 

“A causa della DAD è stata preclusa ai ragazzi la possibilità di usufruire dei laboratori della scuola. Come pensa che l’esclusione della parte sperimentale abbia condizionato lo studio della fisica?”

 La valenza formativa del laboratorio di fisica è indubbio: la fisica è una scienza sperimentale e solo con attività di misura in laboratorio è possibile impadronirsi del suo metodo di indagine, sviluppando sia competenze sperimentali sia capacità nella costruzione di concetti. Per ovviare a questa mancanza, insieme al tecnico di laboratorio, abbiamo preso le misure sperimentali, condividendole in video-lezione con gli alunni, per poi rielaborarne i risultati tutti insieme.

 

Intervista a cura di Aurora Ferazzani, progetto svolto in collaborazione dalla IV B 2020-21

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